The Apprentice, Matteo Gatti: per Flavio Briatore “non è fuori”, è lui il numero uno.

20.11.2012 11:23

Matteo Gattida self-made man di provincia a vincitore morale di The Apprentice. Per il boss Briatore “non è fuori”, è lui il numero uno.

Non  è  raro  che  nell’epoca  dei  reality  e  dei talent  show  tutto  possa  nascere  come  una scommessa: si viene candidati da un amico o un  parente  il  fratello,  in  questo  caso    a partecipare ad un programma  tv la versione nostrana dell’americano The Apprentice  e ci si  presenta  al  provino  senza  troppe aspettative. Il più delle volte, la cosa si risolve con il semplice gusto di averci provato; ma in alcuni  casi,  il  passo  da  persona  comune  a “personaggio”  è  davvero  breve  e  inaspettato. È il caso, questo, di Matteo Gatti. Lui, marketing  manager  del  bresciano, 38 anni, sposato con Barbara e papà di Leonardo, si vede come  il classico self-made man e non è  restio  ad  ammettere  con  cruda  sincerità  di non  avere  alcun  background  accademico  alle spalle.  Già, perché  il  sogno  di  diventare imprenditore matura  sin  dal  liceo: si  getta  a capofitto  nelle  vendite  porta  a  porta,  per  poi affermarsi  nel  campo  della  consulenza commerciale  per  le  aziende,  fino  a  diventare funzionario  e  direttore  commerciale  di  una società.  È  ambizioso,  determinato,  ama  le sfide  ed  ha  una  spiccata  capacità  nel relazionarsi  alle  persone  anche  per  questo, afferma,  mette  “sempre  se  stesso  prima  del prodotto da vendere”. Ottiene consensi  anche  dai  professionisti chiamati  ad  esprimere  un  giudizio  sui concorrenti  del  talent, che ne esaltano l’energia,  l’ottimismo,  il  grande coinvolgimento  e passione  che mette  in  tutto ciò che fa. Lo stesso Briatore, il temibile boss che  ha  il  compito  di  valutare  di  puntata  in puntata  l’operato dei sedici aspiranti manager che  si  contendono  un  contratto  di collaborazione  a  sei  cifre,  ne  elogia l’autenticità  e  le  sue  capacità  di motivare  ed essere  motivato,  oltre  al  grande  talento  da venditore. Quando  gli  si  chiede  un  suo possibile difetto,  risponde senza  indugi: “mio padre mi ha sempre detto che ho due orecchie e una bocca, quindi dovrei ascoltare il doppio e parlare  la metà;  io sono un venditore, parlo il doppio e ascolto poco”. E a chi gli fa notare le  sue  pecche,  soprattutto  per  il  fatto  di  non aver mai  imparato  a parlare  l’inglese,  replica dicendo  di  essere  sempre  stato  troppo concentrato sul business; ma, come  lui stesso sostiene, “di persone brave ce ne sono troppe, di quelle col talento poche”. E il talento non si impara facilmente. Insomma,  le premesse ci  sono: un  ragazzo di provincia  coi  piedi  per  terra,  genuino  e innamorato  del  proprio  lavoro,  che  sembra avere tutti i numeri giusti per arrivare in cima; e,  in effetti,  riesce  in poco  tempo a diventare uno dei concorrenti più popolari ed apprezzati del  seguitissimo  talent,  fino  alla  finale  dello scorso  23  ottobre,  quando  chiunque  avrebbe scommesso sul suo trionfo. Eppure,  Matteo  Gatti  a  The  Apprentice  è arrivato  “solo”  secondo:  l’insindacabile giudizio  del  boss  ha  decretato  la  vittoria  del trevigiano  Francesco  Menegazzo, ventinovenne  trader bancario. Se  in un primo momento  la  delusione  per  essere  arrivato  ad un soffio dal traguardo gli ha lasciato l’amaro in bocca,  il manager bresciano  l’ha presa con filosofia  e  ha  realizzato  di  non  essere  stato preferito  semplicemente  perché  non  era  ciò che  cercavano.  Lo stesso Briatore,  il  giorno successivo  la  finale,  ha  riconfermato  con  un tweet la sua stima per Matteo, dichiarando che non  si  preclude  la  possibilità  di  una  loro futura  collaborazione  e  che  “non  è  fuori” (giocando sull’ormai nota frase con cui il boss annuncia  l’eliminazione  ufficiale  dei concorrenti  nel  programma, ndr.). Anche Matteo  sembra  confermarlo, in una dichiarazione rilasciata al Giornale di Brescia dove parla di una  telefonata  tra  lui e Briatore avvenuta  il giorno successivo  la finale,  in cui quest’ultimo  gli  ricorda  che  è  lui  “il  numero uno”. Certo è che, a ben pensarci, il meccanismo del televoto  avrebbe  sicuramente  capovolto  il risultato finale. Sembra confermarlo  il grande seguito che Matteo Gatti ha avuto in rete, con migliaia di  seguaci  sui  social network  che  in breve  tempo  l’hanno  incoronato  vincitore morale di quest’edizione.  Il  talent  è stato un’ottima vetrina per far conoscere quello che lui stesso  ironicamente ha  definito  il  “Gatti  style” e le  proposte  non sono tardate ad arrivare, tanto da grandi brand internazionali  quanto  dalla  tv  è  già stato ospite di Vero TV, di Qvc e di Cielo che Gol, condotto da Simona Ventura. Insomma,  una  mancata  vittoria  che  si  è rivelata  comunque  un  successo  e  che  gli  sta aprendo  molte  porte.  Eppure, Matteo Gatti intende restare sempre Matteo  Gatti, il venditore di Rovato che “quando va a  fare  la spesa  chiede  lo  sconto  alla  cassa”. Non  resta che fargli gli auguri e stare a vedere come se la giocherà.

 

Official Page Matteo Gatti 

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